___

I NOSTRI VINI

Produrre vino è un esperienza totalizzante.
Dilata a dismisura il tuo tempo durante gli anni che ne determinano maturazione e affinamento, fino al giorno in cui nel convivio della mescita ti ritrovi nel bicchiere un pezzo della tua vita. Brutalmente riassunto ma meravigliosamente evocativo.
Ed è sempre un emozione incomparabile.

PASSO PAJANO

___

DOP VERDICCHIO DI MATELICA

Ottenuto da sole uve di Verdicchio coltivate ad un’altitudine di 450 metri sul livello del mare, raccolte a mano e disposte in piccole cassette che ne garantiscono l’integrità fino alla fermentazione. Successivamente affinato sui suoi lieviti in fusti di solo acciaio fino a completa maturazione.

La scorciatoia che da Matelica arriva ad Esanatoglia passa per la piccola località di pagliano intorno ai 500 metri sul livello del mare. Ed è qui che è stata piantata la vigna e costruita la cantina. È per questo che scherzosamente abbiamo inventato questo toponimo che da il nome al nostro Verdicchio. Appunto: Passo Pajano.

Visualizza la scheda tecnica

CASE ROSSE

___

IGP MARCHE ROSSO

Composto da uve di Sangiovese e Sagrantino provenienti da un vigneto con una resa per ettaro di 50 quintali, raccolte a mano in piccole cassette a perfetta maturazione. Case Rosse viene affinato in tonneau e barriques di rovere per 16 mesi. Ne risulta un vino elegante, strutturato e persistente dal colore intenso e dai profumi dolci ed evocativi.

Case Rosse prende il nome dal luogo di nascita della mia nonna materna, donna energica, spontanea e dal gande cuore. un piccolo tributo ad una grande fetta dei miei ricordi di infanzia.

Visualizza la scheda tecnica

LA VALLE

___

DOP ESINO ROSSO

Le uve di Sangiovese e Cabernet Sauvignon provenienti dal nostro vigneto vengono raccolte in epoche diverse e vinificate a temperatura controllata. L’affinamento prevede solo acciaio per il Sangiovese e 16 mesi di barrique per il Cabernet. Ne risulta un vino equilibrato, di buon corpo e dalla natura fantasiosa.

La casa su La Valle è il luogo di nascita di mia madre, teatro di una moltitudine di racconti di cultura e tradizione rurale che mi hanno sempre affascinato da quando, bambino, chiedevo spesso ai grandi il perché delle cose.

Visualizza la scheda tecnica

LE VENE

___

IGP MARCHE ROSSO

La nostra Lacrima in purezza viene raccolta per ultima dal nostro vigneto intorno alla fine di ottobre e affinata in fusti di acciaio per 16 mesi. Una tiratura limitata di un vino divertente e spensierato. Forte espressione del nostro terroir, sviluppa sentori speziati e floreali donando una beva gioiosa e divertente.

Sono chiamate Le Vene i campi sul fondo della vallata di San Pietro, alle spalle del paese di Esanatoglia.
Qui il fiume Esino inizia il suo lungo percorso fino al mare e fra le sue anse si stendono prati ombreggiati dalla vegetazione fluviale.
Un estate di tanti anni fa passeggiavo con mio padre fra i campi de Le Vene. Notammo quasi a portata di mano, dall’altra parte del letto del fiume, un cespuglio di rovi carico di grosse more mature. L’idea fù di farmi sporgere aggrappato a lui per arrivare a raccoglierle. Ne presi giusto quattro o cinque primache, perso l’equilibrio, rovinassimo l’uno sopra l’altro nel letto del fiume. Ricordo che zuppi fino al midollo, sotto lo sguardo torvo di mia madre e coperti con asciugamani di fortuna, ridemmo fino all’arrivo a casa.

Visualizza la scheda tecnica

CASE QUAGNA

___

IGP MARCHE ROSSO

Case Quagna è il nostro Pinot Nero in purezza. Le uve vengono attentamente selezionate in vigneto e vinificate tempestivamente nella nostra cantina a temperatura controllata. Successivamente alla fermentazione riposa sulle sue bucce per una settimana prima di essere trasferito in piccoli fusti di rovere dove affina sui suoi lieviti per 16 mesi ricevendo batonage settimanali. Ne viene un vino elegante, persistente e dai profumi di spezia, piccoli frutti e ciliegia marasca. in bocca esprime tutta la mineralità caratterizzante del nostro terroir con un attacco morbido e un finale avvolgente e lievemente sapido. Un vino di pronta beva ma anche interessante in prospettiva di invecchiamento. Particolarmente entusiasmante l’abbinamento con arrosti di pesce, non gradisce il pomodoro.


Case Quagna è un altra località rurale della vallata di San Pietro, qui viveva un altra colonia di nostri antenati, dedicati all’allevamento e alla cura della macchia. Ormai della grande casa colonica rimangono poche rovine ma il grande abbeveratoio è rimasto intatto ed è una meta particolarmente piacevole da visitare durante le calde giornate d’estate immersi nel rumore del vento e dello sciabordio dell’acqua.

Visualizza scheda tecnica

MARCO PUCA

___

Le etichette dei nostri vini sono tratte dal superbo lavoro di Marco Puca, buon amico e artista dalla sensibilità sorprendente.
E mi viene da dire, citando le sue parole, è stata “una splendida collaborazione”.

I liquidi fondali neri di Marco Puca restituiscono relitti, appunti di viaggio, scampoli di vite ai margini, insegne di locali, stemmi, trame visive annotate con crudele innocenza o con scarto poetico e surreale. Lo spazio della tela, o meglio nel caso specifico della carta, è anche il tempo della solitudine e della fuga dall’indistinto, come testimoniano alcuni “maestri” di Marco Puca: Osvaldo Licini, Gino De Dominicis e (l’arte è sempre contemporanea a se stessa) Lorenzo Lotto, artista isolato e inquieto sul quale Puca si è laureato.

Gli squarci visivi di Marco Puca (Ancona, 1973), si nutrono e si sviluppano da una riflessione storica sugli avvenimenti recenti dei sismi in Italia. In questa sua iconografia complessa, labile e sfuggevole appaiono i visi lontani e i corpi inghiottiti negli abissi e mai più restituiti alla vita. Le geografie divengono i luoghi del lutto. Nel bianco e nero acquerellato di Puca, le crepe si tramutano in urla in cui si delineano gli spazi e le andature ansiogene della terra che freme e pullula di vita dentro, ma che in superficie è invece nero presagio del funesto mutamento. Come una nuova e simbolica mappa sismica, la linea come il colore, elementi caratteristici di questi dipinti, appaiono in moto perenne, mai statici, ma in continua espansione ed evoluzione. Allo stesso tempo si ode il rimbombo, il cataclisma che sconvolge ma che in sé preannuncia, nelle calligrafiche ali, un sussulto di rinascita nel ciclo perenne della vita e della morte.

Ma contro il terremoto, in realtà, la fuga non ha ali.

“L’instabilità silente- commenta l’Artista- è la cifra del mio lavoro. Quell’attimo prima dell’evento traumatizzante, che scuote la terra e in attimo la devasta e, nelle persone, la depressione che lavora dentro e che frantuma. L’epoca contemporanea è contrassegnata dalla precarietà, dall’evento improvviso e violento che costringe a rivedere tutto, la vita, gli obiettivi. Tuttavia, specie negli acquerelli, dove campeggia un occhio vigile, attento, aperto sul mondo alla ricerca di soluzioni, emerge anche una nota di positività e di coraggio, quel coraggio latitante in questi tempi”.

Visita il sito di Marco Puca